Il Corbezzolo: Patriottico e Poetico / Il Corbezzolo: Patriotic and Poetic

Tra i frutti autunnali dimenticati, un posto di primo piano occupa il Corbezzolo che assomiglia ad una bacca di colore arancione/rosso. Nella mia personale riscoperta recente di questa particolare pianta sempreverde, ovviamente grazie all'aiuto della mamma che tanto sa, nelle classiche discussioni seduti a tavola all'ora di pranzo, ho rubato ricordi d'infanzia della mia famiglia. La nonna che lo usava per preparare la "marmellata", il babbo e lo zio che, di passaggio sotto la pianta mentre lavoravano un campo ne prendevano il frutto e se lo mangiavano così, come natura lo ha fatto. Momenti vissuti di rimbalzo.  

Gli antichi lo associarono alla Dea Carna, protettrice del benessere fisico: con un rametto di corbezzolo tra le mani, la dea scacciava gli spiriti maligni.


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La pianta di corbezzolo incominciò a essere considerata simbolo dell'Italia nell'Ottocento, durante il Risorgimento. Per tale motivo il poeta Giovanni Pascoli dedicò alla pianta l'Ode Al corbezzolo. In essa si fa riferimento al passo dell'Eneide in cui Virgilio narra di Pallante, figlio di Evandro re degli Arcadi, che, dopo essere stato ucciso da Turno, era stato adagiato su rami di corbezzolo, durante il tragitto per riportarne le spoglie al padre:

[...] Fiorì... il corbezzolo sotto il peso dell'esangue corpo dell'eroe giovinetto, che ammantò con le verdi foglie, ne baciò la fronte coi bianchi fiori, ne accarezzò le ancora assetate labbra con le rosse bacche»

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La pianta crebbe anche rigogliosa sulla tomba del Pallante posta sul Palatino a Roma. Giovanni Pascoli vide nei colori di questa pianta una prefigurazione della bandiera italiana e considerò Pallante il primo martire della causa nazionale. Infatti il corbezzolo, proprio grazie ai colori che assume in autunno, uguali a quelli della bandiera nazionale, è considerato un simbolo del Tricolore:
«[...] O tu che, quando a un alito del cielo
i pruni e i bronchi aprono il boccio tutti,
tu no, già porti, dalla neve e il gelo
salvi, i tuoi frutti
e ti dà gioia e ti dà forza al volo
verso la vita ciò che altrui le toglie,
ché metti i fiori quando ogni altro al suolo
getta le foglie;
[...] Il tricolore!... E il vecchio Fauno irsuto
del Palatino lo chiamava a nome,
alto piangendo, il primo eroe caduto
delle tre Rome. [...]»

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La pianta produce frutti piccoli e tondi che si caratterizzano per il loro colore arancione o rosso acceso quando ben maturi) e per la particolare consistenza, più dura all'esterno con le caratteristiche piccole escrescenze acuminate, e più morbida e granulosa all'interno.

Il frutto offre diversi benefici ma anche foglie, fiori e radici sono dotate di interessanti proprietà  officinali. Si tratta quindi di una pianta che nel complesso risulta essere un buon rimedio naturale in diverse occasioni.

Si presta a diverse preparazioni in cucina, ma i frutti maturi possono essere usati anche semplicemente all'interno di macedonie, per guarnire dessert, yogurt, gelati o così come sono per un ottimo spuntino autunnale. Si mangiano freschi, quando sono giunti a maturazione e hanno raggiunto un colore rosso intenso, ciò avviene tra fine ottobre e dicembre.

Essendo temerarie, io e mamma ci siamo cimentate nella preparazione della Confettura di Corbezzoli per la prima volta. Come per tutte le altre nostre ricette, questa confettura è stata lasciata al naturale senza subire filtro dei semi e frullatura, così da poter assaporare appieno il sapore autentico del frutto. Perfetto l'abbinamento con formaggi morbidi, come ad esempio una Burrata o una Stracciatella.

Lascio a voi l'ardua sentenza sul gusto! Se la Natura crea, Noi possiamo solamente renderle Omaggio.

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Among the forgotten autumn fruits, a prominent place occupies the strawberry tree that recalls an orange / red berry. In my recent personal rediscovery of this particular evergreen plant, obviously thanks to the help of the mother who knows it so much, in the classic discussions sitting at the table at lunchtime, I stole the childhood memories of my family. The grandmother who used it to prepare the "jam", the father and the uncle who, passing under the plant while working a field, took the fruit and ate it like that, as Nature did. Experienced moments of "rebound".

The ancients associated it with the goddess Carna, protector of physical well-being: with a sprig of strawberry tree in her hands, the goddess chased away evil spirits.

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The Corbezzolo tree plant began to be considered a symbol of Italy in the nineteenth century, during the Risorgimento. For this reason the poet Giovanni Pascoli dedicated the Ode to the strawberry tree to the plant. It refers to the passage of the Aeneid in which Virgil tells of Pallante, son of Evandro king of the Arcadi, who, after being killed by Turnus, had been placed on strawberry tree branches, during the journey to bring his remains to his father:

« [...] It bloomed ... the strawberry tree under the weight of the young hero's bloodless body, which he cloaked with green leaves, kissed his forehead with white flowers, caressed his still thirsty lips with red berries»

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The plant also grew luxuriantly on Pallante's tomb located on the Palatine Hill in Rome. Giovanni Pascoli saw in the colors of this plant a prefiguration of the Italian flag and considered Pallante the first martyr of the national cause. In fact, the strawberry tree, thanks to the colors that it assumes in autumn, equal to those of the national flag, is considered a symbol of the Tricolor:

«[...] O you who, when at a breath of heaven
the thorns and the bronchi all open the bud,
you no, you already carry, from the snow and the frost
save, your fruits
and it gives you joy and gives you strength on the fly
towards life what others take away from them,
for you put flowers when everyone else on the ground
throw the leaves;
[...] The tricolor! ... And the old shaggy Faun
of the Palatine called him by name,
tall crying, the first fallen hero
of the three Rome. [...] »
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The plant produces small round fruits which are characterized by their bright orange or red color when well ripe and by their particular consistency, harder on the outside with the characteristic small sharp growths and softer and grainy on the inside.

The fruit offers numerous benefits but also leaves, flowers and roots have interesting medicinal properties. It is therefore a plant that on the whole turns out to be a good natural remedy on several occasions.

It lends itself to various preparations in the kitchen, but ripe fruits can also be used simply in fruit salads, to garnish desserts, yogurt, ice cream or as they are for an excellent autumn snack. They are eaten fresh, when they have reached maturity and have reached an intense red color, this occurs between the end of October and December.

Being reckless, Mom and I ventured into the preparation of the strawberry tree jam for the first time. As with all our other recipes, this jam was left in its natural state without undergoing the filtration and separation of the seeds, so as to be able to fully savor the authentic flavor of the fruit. Perfect match with soft cheeses, such as a Burrata or Stracciatella.

I leave you the arduous judgment on taste! If Nature creates, We can only pay tribute to it.

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